Michael Ende - Momo

Eccomi qui, non sono sparita! Avevo solo tanto da studiare, ma non mi sono dimenticata del libro da recensire! 
Autore: Michael Ende
Titolo: Momo (ovvero l'arcana storia dei ladri di tempo e della bambina che restituì agli uomini il tempo trafugato)
Lingua originale: tedesco
Genere: fantasy
Tempo di lettura: aprile - agosto 2016
Edizione: Longanesi 2015
Prezzo: € 17,60

Copertina: accattivante, vero? Arancione, blu e bianco non sono colori che di solito si sposano bene (a mio avviso!) ma qui fanno un bell'effetto. Non è tanto la copertina di per sé che mi è piaciuta quanto la grafica interna: testo color seppia e disegni dello stesso tipo molto simpatici e interessanti (nella foto più in basso potete vedere quello della tartaruga Cassiopea). 


Come vi ho detto in anticipo sulla pagina About, mi sono avvicinata da poco al fantasy e l'autore con cui ho avuto l'onore di farlo è stato proprio Michael Ende. Il libro, però, non era Momo, bensì La Storia Infinita che non ho ancora terminato di leggere.
Momo è stata una piacevole scoperta in libreria, un regalo del mio fidanzato, probabilmente il più bello mai ricevuto: mi ha portato alla IBS di Via Nazionale dicendomi "Scegli il libro che più ti piace e te lo compro io"...immaginate la mia faccia! Inutile dirvi che come al mio solito ho girato tutti gli scaffali di quell'immensa libreria per un'ora buona, o forse più, prima di trovare il libro giusto! In realtà ero entrata lì dentro decisa a comprare una bellissima edizione, la più bella de La Storia Infinita, ma ahimè non l'ho trovata. O meglio, ho trovato le edizioni classiche, che in quel momento non mi piacevano tantissimo. Sulla mensola sopra a quella dove si trovavano queste edizioni classiche, un volumetto arancione ha catturato la mia attenzione e ne sono stata incuriosita sin da subito leggendo la seconda di copertina. E' la storia di una bambina che non sa la sua età, né da dove venga, con l'abilità di risolvere litigi e problemi delle persone solamente ascoltando ciò che loro hanno da dire. E' anche la storia di una bambina che da sola lotta contro i ladri del tempo degli uomini per salvare i suoi amici. Questa è la sintesi di ciò che ho capito leggendo quelle poche righe e devo dirvi la verità, non ero convintissima di volerlo davvero. Girando ancora la libreria, probabilmente per un'altra mezzora, ho deciso di comprare questo romanzo e sapete perché? Solo per il nome dell'autore. Non so se è una cosa di cui vergognarsi, ma forse è la conferma del detto "non giudicare un libro dalla copertina" che cambierei, per questa occasione, in "non giudicare un libro dalla trama": stesso concetto, parole diverse. Ed è una lezione che ho imparato proprio con Momo. Alla fine credo che scegliere un libro conoscendo l'autore non sia poi così sbagliato, no?
"L'aspetto di Momo era davvero insolito e forse poteva anche allarmare quele persone che danno molta importanza all'ordine e alla pulizia. Era piccola, magrolina [...] aveva una testa selvaggia, ricciuta, nera come la pece, palesemente mai sfiorata da pettini o forbici" (pag. 11)

Per quanto riguarda la lettura, è stata lenta ma intensa, fatta capitolo per capitolo senza alcuna fretta, proprio come la "lezione" che Ende avrebbe, forse, voluto impartire ai suoi lettori. 
Momo è un libro diviso in tre parti, che raggrupperei in due sezioni più grandi, la prima un po' più lenta e statica, la seconda sempre un po' lenta ma più movimentata della precedente. 
Ciò che mi ha colpito nella prima è stata la semplicità della protagonista, una bambina dall'età imprecisata, comparsa nell'anfiteatro di una città imprecisata in un tempo non specificato. Ciò su cui ci si concentra è solamente Momo, che senza fare alcun gesto eclatante dona sé stessa agli altri senza perdere nulla e ricevendo in cambio una profonda amicizia da parte di tutti. Momo e i suoi amici vivono uno scambio continuo di esperienze che attraverso giochi di immaginazione, chiacchierate e sfoghi aiutano tutti, Momo compresa. E' un equilibrio invidiabile che riflette perfettamente la vita.
Parlavo di lentezza; questa è data, a mio avviso, dalla struttura dei capitoli: sembrano quasi una piccola storia a sé che inizia e finisce in quelle poche pagine, senza lasciare troppo in sospeso. Quando decidi di posare il libro, però, non sai ancora quanto sarai coinvolto la volta in cui lo riprenderai in mano di nuovo...
"Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era ascoltare. Non è niente di straordinario, dirà più volte un lettore; chiunque sa ascoltare. Ebbene, è un errore. Ben poche persone sanno davvero ascoltare. E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamente unica." (pag. 17)
Il modo in cui tutta la storia si sviluppa è ciò che mi ha fatto pentire di aver dubitato, anche solo per qualche minuto, che questo libro mi sarebbe piaciuto. La trattazione del tema principale, il Tempo e il modo in cui esso viene utilizzato nella società moderna, è originale, brillante e coinvolgente e tutto ciò che non mi sarei mai aspettata. Avevo pensato dentro di me che un tema simile fosse troppo scontato e banale per risultare interessante, a causa di come è stato sempre utilizzato (a mio parere nel modo sbagliato). Beh, mi sbagliavo di grosso. L'immagine delle Orefiori, la spiegazione di come il tempo nasce e viene distribuito agli uomini, di come esso venga rubato subdolamente dai Signori Grigi è di una genialità senza eguali. Basta pensare anche all'ambientazione del romanzo, il vecchio (l'anfiteatro per quanto riguarda il "fisico" e i vecchi ma immortali valori dell'ascolto per quanto riguarda l'astratto) e il nuovo (la città e l'azione dei Signori Grigi) che si scontrano continuamente senza darsi tregua, lasciando nel finale una piccola speranza per un futuro in cui possano coesistere pacificamente.

Il narratore, Ende nascosto e assolutamente non invasivo, sembra non commentare ciò che non riguarda Momo e i suoi amici fino alla fine della prima parte. Introducendo i Signori Grigi, cambia la narrazione e si nota come questi personaggi particolari non suscitino alcuna simpatia nel narratore stesso, che a mio parere non fa che mettere in mostra la "piccolezza" di questi ladri del tempo.
Il finale, nemmeno a dirlo, è spettacolare e commovente. Non aspettatevi grandi azioni, strane creature fantastiche o una trama arzigogolata. Ende e la sua semplicità basteranno a farvi godere uno dei libri più belli che io abbia mai letto! 

Perciò, buona lettura a tutti e grazie di avermi letto!
Francesca, Le ore dentro ai libri.

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