mercoledì 31 agosto 2016

La Divina Co...pertina

Le nove copertine più belle e più brutte presenti nella mia libreria



Buongiorno lettori e lettrici! 
Il tema di questo pomeriggio uggioso è...LE COPERTINE DEI LIBRI!
Tasto dolente, sì, soprattutto per una maniaca come la sottoscritta che ogni volta in libreria si trova a dover affrontare l'ardua scelta dell'edizione. Mi è capitato ultimamente con Microcosmi di Claudio Magris, prossimo acquisto, sul quale però non riesco a decidermi...indovinate perché? Sì, proprio per la copertina. L'edizione della Garzanti non mi piace proprio e nemmeno la forma del libro...aiuto! Però dato che quella è l'unica edizione disponibile credo che farò uno strappo e la comprerò! Tutto pur di leggere un bel libro, no?
Partiamo, però, dall'inizio. Perché è così importante la copertina di un libro? Ci sono molti lettori che non ci fanno caso, vanno "dritti al punto" della questione decidendo se un libro è "da comprare" o meno a seconda della trama. Chapeau, naturalmente, non ho niente da rimproverare (e nessun diritto di farlo!) a questi lettori, probabilmente stringerei la mano chiedendo loro come ci si sente a vivere la vita con meno stress.

 Scherzi a parte, quello della copertina è un argomento delicato per tanti lettori, me compresa. La copertina è la prima conoscenza che facciamo del libro. Spesso è una piccola presentazione della trama, ciò che informa il lettore dell'atmosfera del libro stesso. Se c'è una donna in copertina, probabilmente il libro avrà una protagonista femminile, se ci sono due amanti il libro tratterà di una storia d'amore e così via. Ma non è sempre così facile, perché per tanti successi editoriali con le copertine ci sono anche tanti flop, dagli "universali" (che vanno contro alle leggi dell'estetica, se esistono) agli "individuali" (quelli che non piacciono al singolo lettore, per capirci).
Oggi volevo condividere con voi le copertine più belle e piacevoli alla vista e quelle più mal riuscite presenti nella mia libreria, spiegandovi i motivi della buona o cattiva riuscita. Premetto per non far arrabbiare nessuno che si tratta naturalmente di opinioni personali con le quali si può anche essere in disaccordo (che gusto c'è, altrimenti?!) e che una brutta copertina non denota un brutto libro (e viceversa). Fatto il mio solito sermone, vi auguro buona lettura!

Immaginando di dividere questo catalogo in stile Ikea come fece un certo signor Alighieri, partiamo dalle visioni paradisiache. Ecco a voi l'Empireo delle copertine!


IL CASO JANE EYRE e PERSI IN UN BUON LIBRO di Jasper Fforde, editi da MARCOS Y MARCOS. 




Allora, premettiamo che io ADORO i disegni sulle copertine, ma questi in particolare sono veramente belli, complimenti a Lorenzo Lanzi. Lo sfondo colorato, che di solito potrebbe risultare eccessivamente "presente", è abbastanza delicato da rendere l'intera visione gradevole e non faticosa alla vista. La semplicità regna sovrana in queste copertine, anche solo grazie alla posizione dei disegni: la seconda copertina, quella di destra, infatti, mi piace di più perché più armoniosa, ma la prima è imbattibile solo per le figure di Jane e Rochester appesi per aria ai libri. Non so se si nota dalla foto, poi, ma la "carta" della copertina è leggermente ruvida e spessa come fosse un cartoncino, altro punto a favore per l'originalità di queste copertine!

- HARRY POTTER AND THE GOBLET OF FIRE di J.K. Rowling, edito da BLOOMSBURY


 Ok, ok, le edizioni di Harry Potter della Bloomsbury sono sempre belle, ma questa è particolare: la collana si chiama Signature Editions ed è ancora presente in Italia (ne ho vista qualche copia poco tempo fa), in copertina flessibile. Un po' scomoda a dire la verità, ma molto molto carina. Lo sfondo è color panna ed è perfettamente accostato con gli altri colori della copertina. Disegni molto semplici ma dritti al punto: di cosa mai parlerà questo libro, con la rappresentazione del Morsmordre in copertina?

- I MAGNIFICI 7 CAPOLAVORI DELLA LETTERATURA ITALIANA, edito dalla NEWTON COMPTON, collana I Mammut

Anche per questa edizione vale lo stesso discorso della Bloomsbury. La collana dei Mammut, qualsiasi libro venga ristampato, è sempre molto bella ed originale, anche solo per i disegni. Sarà che a me piacciono tutte le tonalità di blu e questo azzurrino non fa eccezione: bianco e azzurro (romanisti vogliatemene, si parla di libri!) è un accostamento che funziona sempre, delicato e luminoso. L'edizione, come tutti i Mammut da "collezione", è comoda perché raccoglie, appunto, "sette capolavori della letteratura italiana", tra cui uno che non avevo mai conosciuto prima di comprare questo libro. La copertina bombata è molto piacevole al tatto e anche questo è un aspetto che ha conquistato tutti i lettori compulsivi di Mammut. L'unica pecca è lo spessore delle pagine, troppo fini e fragili, anche se l'altro giorno in libreria ho potuto constatare che la casa editrice ha fatto delle modifiche per renderle più resistenti. Good job!

- LA NOTTE DEL PROFESSOR ANDERSEN di Dag Solstad, edito da IPERBOREA



Vi ho già parlato della mia passione per le edizioni della Iperborea nell'articolo sulla libreria e questo libro non fa eccezione. Scegliere dei dipinti come copertina di un libro credo sia la miglior cosa che un editore possa fare (il dipinto in questione è Il bacio alla finestra di Edvard Munch). Non credo che questa opzione sia più facile di crearne una da zero, perché trovare il dipinto giusto per un romanzo non sempre è una passeggiata...ho provato spesso a pensare ad un'immagine che ritraesse un dipinto, nonostante non abbia una grandissima conoscenza dell'arte (il che equivale più o meno allo 0,1%) e non è mai stato semplice, nemmeno pensando ai dipinti più conosciuti. Passiamo alla nostra copertina, però: già il titolo ci dice che il fulcro del romanzo è questa notte del professor Andersen e il dipinto ci dà un'idea di una notte un po' misteriosa, una notte vista da una finestra...e indovinate un po'? Il professor Andersen vedrà qualcosa proprio dalla finestra. Anche la struttura della copertina, con il titolo in basso incorniciato dal colore principale del dipinto rende l'armonia tipica delle copertine della Iperborea. La forma del libro è un po' inusuale, sì, ma non scomoda come si potrebbe pensare. L'ho già detto che adoro questa casa editrice?

- THE NEVERENDING STORY di Micheal Ende, edito da PENGUIN BOOKS e A CHRISTMAS CAROL di Charles Dickens, edito da PUFFIN BOOKS




Decisamente le mie preferite. Cosa funziona qui? Potrei dire tutto ma non posso fermarmi qui. Nel libro di Ende, la copertina salta subito all'occhio grazie a quel rosso sparato e il contrasto luminoso con il bianco. Scelta azzardata ma riuscita, almeno per i miei gusti. Si sente molto l'atmosfera vintage in questa edizione, anche per quanto riguarda i font utilizzati e i disegni che sembrano inseguirsi e si richiamano a vicenda con i colori e la forma. Forse, a lungo andare, quel bianco stufa un po' ma è l'unica critica che mi sento di fare...e pensate che a mio fratello e al mio ragazzo non piace per niente. Anche la confusione al centro della copertina, per me, funziona, solamente per la sua originalità. È una copertina molto, molto particolare. 
Per quanto riguarda invece il conosciutissimo romanzo di Dickens, ho una premessa da fare: British do it better. Punto primo, è interamente disegnata ed è accattivante, sia per gli amanti delle belle copertine che per i bambini! Fa parte di una collezione particolare in cui sono inclusi Peter Pan, The Wizard of Oz, Alice's Adventures in Wonderland, Pippi Longstocking e Black Beauty, insomma i classici per bambini più amati. Me ne sono innamorata subito quando l'ho visto in libreria e presto (si spera) comprerò anche gli altri per completare la collezione. Per quanto riguarda l'edizione in generale, verso la fine del libro ci sono anche degli inserti molto interessanti sull'autore, il periodo Vittoriano e il Natale durante quegli anni. Perfetto, no?

Prima di arrivare alle copertine meno intriganti (per essere buoni, suvvia), passiamo per quelle che non stanno né di qua né di là. Una sorta di Purgatorio delle copertine, insomma!

- LA CASA IN COLLINA di Cesare Pavese, edito da EINAUDI



Non so cosa dire su questa copertina se non che non ne sono pienamente convinta. Premetto dicendovi che di solito non condivido la scelta di mettere delle fotografie come copertina di un libro, in particolare se il soggetto principale è una o più persone, e se si tratta di classici. Per quanto riguarda il primo punto, la presenza di una persona, anche di spalle, distoglie la mia attenzione dal contenuto del libro e mi dà informazioni (spesso sbagliate) sull'aspetto fisico o l'atteggiamento dei personaggi che non voglio avere; mi piace immaginare il libro a mio modo senza influenze esterne e spesso ciò viene "impedito" per così dire, dalla fotografia in copertina. Il secondo punto, invece, è più una mia fissazione di vedere i classici come "intoccabili", farli rimanere libri scritti in un altro secolo; perciò, scegliere di affibbiar loro una fotografia come copertina "rovina" l'essenza del libro stesso. Questa, naturalmente, è una mia opinione, chissà se ci sono in giro classici con fotografie in copertina che fanno eccezione! Ciance a parte, la copertina di questo libro mi ha sempre mandato un po' in confusione, probabilmente perché non ci sono soggetti particolari inquadrati, bensì solo un paesaggio molto aperto che si apre all'orizzonte. Il discorso sull'influenza, però, può essere applicato anche qui, tant'è che leggendo il libro ho immaginato le colline torinesi totalmente diverse da quelle in copertina e sapere come siano realmente da una foto mi ha sempre deluso un po'. Perché alla fine, uno dei vantaggi meravigliosi della lettura è proprio poter usare l'immaginazione per costruire il libro nella propria mente passo dopo passo.

- L'ELEGANZA DEL RICCIO di Muriel Barbery, edito da EDIZIONI E/O



Come potete notare, ho due edizioni di questo libro, entrambe regalatemi a due compleanni diversi da persone diverse (mi sono sentita troppo in colpa allora per dire che ne avevo già uno...), ma entrambe della stessa casa editrice. Se non fosse per l'indecisione, potrei tranquillamente chiedermi per quale motivo la stessa casa editrice ha ristampato lo stesso libro con due copertine diverse ed entrambe fallimentari. Forse, però, con quella rosa si sono salvati in calcio d'angolo. Tra le due, lo sfondo blu mi piace molto di più, ma viene da chiedersi per quale motivo ci sia quella cornice bianca che rovina tutto, dando una scomodissima sensazione di chiusura e oppressione. Troppi colori usati insieme, poi: il blu dello sfondo, il giallo del parquet e della scritta, il bianco della cornice e del nome dell'autrice, il nero, il rosa del vestito della bambina e il marrone dei suoi stivali. Insomma, un flop cromatico in piena regola. Se ci concentriamo, poi, sulla figura presenti, possiamo notare come la bambina sembri ritagliata e incollata barbaramente (con un alone bianco intorno tra l'altro...) sul disegno dello sfondo fatto con una tecnica totalmente diversa. È un disegno. Con una fotografia. Insieme. Non funziona. Fortunatamente, a distanza di un anno, la copertina ha subito dei cambiamenti in positivo. Optare per lo sfondo rosa è stata una scelta azzeccata, in quanto riprende in parte i colori del vestito della bambina, la quale è stata appositamente tagliata (a mio parere nel punto sbagliato) per rientrare, forse, in un'inquadratura più centrale. Niente più bordino bianco e i colori delle scritte sono leggermente più concordanti tra loro. Un po' meglio, certo, ma ancora non mi convince del tutto...

Fortuna che dal Purgatorio si può risalire (nel nostro caso grazie alle preghiere dei lettori) e L'eleganza del riccio ne è la testimonianza. Vediamo però quali errori infernali sono stati compiuti con questi poveri libri...

- LO STRANIERO di Albert Camus, edito da BOMPIANI.



Mi dispiace veramente mettere un libro della Bompiani tra i "brutti" perché di solito questa casa editrice fa delle belle copertine (basta guardare le edizioni di Tolkien!), ma stavolta mi ha un po' delusa. Vale lo stesso discorso fatto per La casa in collina, perché Camus è considerabile un classico e la fotografia in copertina non ce la vedo per niente. Il distacco della foto dal resto della copertina, poi, è sempre un azzardo e qui non è riuscito soprattutto a causa della larghezza dell'immagine che occupa per largo tutta la facciata. La larghezza del libro in sé non aiuta la resa finale e nonostante i colori siano stati utilizzati nel modo giusto cromaticamente parlando, tutto il resto rovina l'intera copertina. Avrei utilizzato questo tipo di struttura più per un libro fotografico anziché per un romanzo e in dimensioni decisamente più grandi. 

- UNO, NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello, edito da BOOKSTORE (o da CANGURO EDITORE, non ho capito bene)


Questa copertina vince il premio per la Copertina più Spaventosa di sempre. Non so perché ho comprato questo libro, forse nemmeno è stata colpa mia, non lo so! Certo è che si tratta di una delle copertine più brutte che io abbia mai visto. Cominciamo dall'esterno: anche qui c'è una cornice, stavolta verde e anche più opprimente di quella de L'eleganza del riccio a causa di quella curva verso il basso. È una forma nel complesso poco armoniosa, anche perché se ci si fa caso si può notare che a destra la curva ritorna verso l'alto, creando una seconda curva più piccola senza senso. Le scritte: il titolo è un po' troppo ingombrante per i miei gusti e se vogliamo proprio fare i pignoli (perdonatemi...) quelle maiuscole sono state utilizzate un po' a casaccio. Forse l'ideatore voleva mettere in evidenza che quell'Uno e quel Nessuno fossero parte della personalità di Vitangelo Moscarda, ma allora perché snobbare il Centomila? Naturalmente, con il titolo ingombrante non era rimasto molto spazio per il nome dell'autore, relegato alla fine in orizzontale nella cornice verde. Ecco, forse l'aggettivo che rappresenta questa copertina è proprio ingombrante, che dite? Ultimo ma non ultimo, il faccione inquietante nel mezzo. Probabilmente avrebbe dovuto rappresentare la famosa "maschera" di Pirandello, ma l'uso delle ombre e i colori utilizzati lo hanno reso un teschio in stile propagandistico delle ideologie degli anni '30. 

Voi avete qualche copertina inquietante, bella, brutta, magnifica, orripilante? Siete lettori fissati come me o vi basta che un libro sia bello nei contenuti per poterlo leggere? Come al mio solito sono curiosissima di sapere la vostra...!

Grazie per avermi letto, spero di avervi fatto fare qualche risata!
Francesca, Le ore dentro ai libri

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